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Riapre il Museo Numismatico, i particolari in una conferenza stampa

09 Dicembre 2016
09 Dicembre 2016 Visite: 131
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Una collezione numismatica che ha raggiunto l’importante numero di 8 mila monete. Uno prezioso scrigno di storia e cultura custodito nel cuore del Capoluogo di Regione accuratamente riallestito con l’intento di trasmetterne il valore ai catanzaresi e ai tanti visitatori che la struttura merita di accogliere. Martedì 13 dicembre riapre i battenti, dopo la ridefinizione funzionale degli spazi, la manutenzione delle finiture e il nuovo allestimento museografico, impiantistico e multimediale, il Museo Archeologico e Numismatico della Provincia di Catanzaro. Gli interventi che hanno interessato il Museo archeologico, che si relazione alla rete museale provinciale costituita nei mesi scorsi, sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella sala Giunta nella sede di Palazzo di Vetro alla quale hanno partecipato il presidente dell’Ente intermedio, Enzo Bruno; il dirigente del Settore cultura dell’Amministrazione provinciale, Rosetta Alberto; il dirigente del Settore Patrimonio, Pantaleone Narciso; l’archeologo Alessandro Russo, che si è occupato dell’allestimento assieme all’architetto Rocco Cina; Alfredo Ruga della Soprintendenza della Calabria; Salvatore Bullotta, in rappresentanza del vice presidente della Regione, Antonio Viscomi; i consiglieri provinciali Marziale Battaglia, Marco Polimeni, Aquila Villella e Giacomo Muraca. Gli interventi, realizzati sono stati effettuati con i finanziamenti del POR FERS Calabria 2007-2013 Linea d’intervento 5.2.11 per un ammontare di 400 mila euro. Il museo sarà affidato alla professionalità della 4Culture srls. L’edificio interessato dai lavori, affidati all’impresa Ruberto Costruzioni srl, è un palazzo della superficie di 300 metri quadrati circa la cui costruzione risale presumibilmente all’800. Di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Catanzaro, ospita il Museo archeologico dal 1897, è stato oggetto di una importante ristrutturazione all’inizio degli anni 2000 (l’allestimento del 2001 è stato a cura di Roberto Spadea con la collaborazione di Corrado Iannino). La collezione nasce già nel 1872, e rappresenta la più antica istituzione museale calabrese. La dotazione è composta da monete e reperti archeologici derivanti da ricerche volute tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento dalla Commissione Conservatrice per le Antichità e gli Oggetti d’Arte, e da acquisizioni e donazioni private.

“La riapertura del Museo Archeologico e Numismatico rappresenta un traguardo importante per la nostra provincia – ha esordito il presidente della Provincia, Enzo Bruno - un ulteriore passo in avanti verso il concreto avvio della rete museale provinciale, costituita nei mesi scorsi proprio con l’intento di potenziale le strutture museali esistenti in una sinergia virtuosa capace di produrre ricadute culturali ed economiche positive per tutta la regione. L’intento, infatti, è proprio quello di accrescere la platea dei potenziali visitatori per rendere il nostro territorio, che può contare su bellezze naturalistiche straordinarie, ancora più attrattivo e puntare su un turismo di qualità destagionalizzato. Il Museo Archeologico – ha detto ancora il presidente Bruno – è una delle realtà museali più interessanti del Paese, da sempre un riferimento culturale che arricchirà ulteriormente la rete costituita da Museo Marca, Musmi e il Parco internazionale delle sculture, all’interno del Parco della Biodiversità Mediterranea, con sculture contemporanee di alcuni tra i più grandi artisti del mondo”. Il presidente Bruno ha, inoltre, rimarcato l’importanza della proficua collaborazione con la Regione Calabria nel mantenimento di un patrimonio artistico e culturale che la legge di Riforma Delrio, anche nel caso della mancata riforma costituzionale bloccata dal referendum di domenica scorsa, prosegue nella riorganizzazione delle autonomie locali nonostante il mantenimento delle Province come Ente costituzionale. Resta, insomma, un problema di deleghe da affidare e risorse da individuare per la gestione del patrimonio museale, artistico e culturale dell’Amministrazione provinciale che “continueremo a mantenere come abbiamo sempre fatto con grandi sforzi e il sostegno della Regione, anche attingendo alla formula di collaborazione con i soggetti privati che si è dimostrata particolarmente riuscita nella gestione del Museo Marca, per cui ringrazio ancora una volta il presidente della Fondazione Guglielmo, Rocco Guglielmo”.
L’archeologo Alessandro Russo e il collega della Soprintentenza Alfredo Ruga, dopo la proiezione di un video, si sono soffermati ad illustrare il percorso museale e la ratio dell’allestimento che ha avuto come obiettivo la ricostruzione della storia del territorio di Catanzaro nelle varie epoche passate attraverso i numerosi reperti recuperati da siti di scavo locali, rendendola di facile acquisizione e comprensione ai visitatori. I criteri adottati sono stati di tipo cronologico e contestuale ricostruendo un percorso che dalla preistoria al medioevo, analizza i singoli contesti ricostruibili, in confronto con la situazione generale della Calabria nei vari periodi storici trattati. E’ stato definito un percorso storico temporale che si snoda nelle sale espositive, scandito da pannelli didattici e suddiviso cromaticamente a seconda delle diverse epoche a cui appartengono i reperti archeologici esposti: un itinerario di visita con cui riproporre cronologicamente il passato del territorio, dall’epoca pre e protostorica, a quella romana fino al Medioevo.
Il progetto di ristrutturazione è stato curato dall’architetto Rocco Cina; rup e direzione lavori, geometra Giuseppina Pugliese; impresa esecutrice, Ruberto Costruzioni srl; progetto scientifico e coordinamento, Alessandro Russo; ricerche d’archivio: Antonella Colucci, Rossella Scavello, Alessandro Russo; supporto tecnico: Giuseppina Conte, Pasquale Saccà; testi: Carmelo Colelli, Francesco Cristiano, Francesco Cuteri, Angelo Esposito, Viviana Mancusi, Alfredo Ruga, Mariasaveria Ruga, Alessandro Ruzzo, Rossella Scavello, Antonio Zumbo; traduzioni: Concetta Sinopoli; restauri: Ramona Marrella, Aba Muleo, Parviz M. Redjali; montaggi Luigi Calimeri, Antonio Cantafio, Espedito Macrì; allestimenti e contenuti multimediali: Somus srl, AreaCultura sco coop; Carlo Elia.

Ultima modifica il Venerdì, 09 Dicembre 2016 14:05

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