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Comunicati Stampa

Il messaggio del presidente Ferro per il nuovo anno scolastico

15 Settembre 2011 Visite: 3567
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Ancora una volta la fine dell’estate porta in dono l’inizio di un nuovo anno scolastico, circostanza che ci induce inevitabilmente ad una serie di riflessioni che intendo condividere con i ragazzi, con le famiglie e con tutto il sistema educativo che partecipa all’importante processo di formazione delle nuove generazioni. L’apertura delle scuole coincide con una stagione ancora estiva che ci fa ripensare agli anni in cui gli studenti erano chiamati al dovere il primo di ottobre, consentendo ad una terra che anche allora puntava molto sul turismo di incentivare attività che oggi possono contare su un periodo abbastanza ridotto: credo quindi che ci vorrebbe un impegno globale di tutte le istituzioni diretto a ritardare di una sola settimana l’inizio delle attività scolastiche a favore delle attività locali.

L’estate è comunque servita ai nostri ragazzi a ritrovare la giusta carica per affrontare un nuovo anno che dovrà essere finalizzato ad un sempre maggiore impegno nello studio: le potenzialità ci sono tutte, dalle intelligenze vive e mature dei nostri giovani ad una straordinaria capacità di insegnamento della classe docente, risorsa che i ragazzi devono capitalizzare nel migliore dei modi per costruire basi formative sempre più solide ed utili ad affrontare domani l’inserimento nel mondo più complesso del lavoro ovvero dell’università. La scuola non è soltanto centro di aggregazione dove maturano rapporti da consolidare nel tempo e si vivono indimenticabili esperienze, ma il serbatoio da cui attingere oltre alle conoscenze classiche, scientifiche o specialistiche, le basi caratteriali che formano giorno dopo giorno le fondamenta della società futura. Quest’anno l’apertura delle scuole coincide con uno dei momenti più critici per l’economia mondiale ma anche con due importanti ricorrenze, l’alluvione con il disastro del Beltrame e l’attentato alle torri gemelle di New York. Sono fattori che ci devono indurre a riflettere su alcuni grandi temi proprio in funzione del sistema formativo che deve creare le premesse per una società diversa e migliore. La crisi economica disegna molte nubi all’orizzonte e mette allo scoperto i limiti di un sistema chiuso tra la necessità di una dura austerity e le possibili soluzioni per aumentare la crescita. Si corre il rischio di cadere nello sconforto per la paura di un presente difficile da affrontare e di un futuro che apre poche prospettive alle nuove generazioni e per questo non dobbiamo sottovalutare il rischio di vivere una fase di esclusiva attenzione all’evolversi di una crisi economica sempre in primo piano. Premesso che bisogna augurarsi che i governanti della terra siano in grado di risollevare le sorti dell’economia mondiale, ai giovani voglio dire di non abbassare la guardia su altri problemi di natura sociale che quelle grandi tragedie ci ricordano: la difesa dell’ambiente e l’abbattimento di ogni steccato di natura religiosa e razziale. L’ambiente è una risorsa imprescindibile e difenderlo vuol dire anche costruire per il futuro, mentre le battaglie per l’integrazione servono a non fare uscire dalla grande crisi una società magari sana economicamente ma pervasa dall’odio e priva di valori fondanti come la solidarietà. Ai nostri giovani resta quindi il compito di alimentare il rispetto per la natura e per l’ambiente e di avvicinarsi ancora di più al mondo del sociale per mantenere vivo un patrimonio di tradizioni e di cultura che non può essere disperso con tutta la sua rinnovata sensibilità e ritrovata coscienza. Il mio augurio per questo nuovo anno è quello di veder crescere generazioni che siano attente alle evoluzioni della società e che diano attenzione al processo formativo senza mai  dimenticare l’importanza di coltivare le grandi passioni che devono occupare il tempo libero per stare lontani da ogni forma di deviazione e di rischio. Un augurio che estendo alle famiglie che fanno tanti sacrifici per la crescita dei figli, agli insegnanti ed agli operatori del settore che vivono momenti difficili in attuazione delle nuove riforme e, perché no, alle pubbliche amministrazioni che devono aumentare l’impegno a favore delle attività scolastiche, impegno che ancora una volta sarà al centro dell’Ente che mi onoro di rappresentare, nella consapevolezza che la scuola resta il motore pulsante di ogni ipotesi di crescita e di sviluppo.