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Comunicati Stampa

TORRENTE CASTACE DI CATANZARO, LA PROVINCIA REPLICA ALL’EX CONSIGLIERE COMUNALE LEVATO

06 Febbraio 2012 Visite: 4313
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Riesce quanto meno strana e sorprendente la nota del Sig.  Levato, già consigliere comunale della “Lista per Catanzaro”,  pubblicata nei giorni scorsi dai giornali locali. Strana in quanto a tutti coloro che  negli ultimi anni sono stati attenti agli accadimenti amministrativi della Provincia di Catanzaro e della città capoluogo non dovrebbero  essere sfuggiti l’attenzione, la cura e lo scrupolo con cui l’ufficio tecnico dell’Amministrazione Provinciale ha seguito la delicatissima materia del dissesto idrogeologico e della manutenzione dei corsi d’acqua,  a partire dal momento del trasferimento delle competenze da parte della Regione, avvenuto nel corso dell’anno 2006. Sorprendente per i toni poco ortodossi che si riscontrano   nei riguardi della stessa Amministrazione Provinciale e,  soprattutto,  per alcune gravi affermazioni di cui si dirà in appresso.

Chi si occupa, anche sporadicamente,  dei problemi riguardanti la cosa pubblica dovrebbe sapere, infatti, che  la Provincia di Catanzaro - che negli ultimi tre anni e mezzo ha conosciuto ben nove eventi alluvionali - ha condotto battaglie durissime nei confronti dell’Ente Regione,  a favore della sicurezza del territorio e dei suoi cittadini, ricorrendo persino alla Procura della Repubblica e a quella della Corte dei Conti,  per ottenere le necessarie risorse finanziarie,  indispensabili per far fronte alla grave, pesante situazione derivante dal precario equilibrio del nostro sistema territoriale, ad alto rischio di pericolosità sia sotto l’aspetto idrogeologico che sotto quello sismico.

L’intesa del 2006 tra Regione e Province, alla base del protocollo per il trasferimento delle nuove funzioni, tra cui quella importantissima sui fiumi, prevedeva – infatti - il passaggio alle Province dei forestali, dei sorveglianti idraulici e dei fondi POR 2000-2006. Nulla di tutto ciò è stato fatto lasciando le Province da sole e prive delle più elementari risorse materiali ed umane. Per tale ragione vi è stato un ricorso congiunto di tutte e cinque le Province calabresi.

Nonostante ciò occorre rimarcare che l’esiguo  personale tecnico dell’Amministrazione Provinciale sa bene quali siano le situazioni di criticità di tutto il territorio di propria competenza per averlo monitorato costantemente, in lungo e in largo ogni giorno,  e per avere prodotto per le stesse documentate, chiare e pressanti richieste di finanziamento agli organi superiori, in primis alla Regione Calabria, Dipartimento Lavori Pubblici e al Ministero dell’Ambiente –  per il tramite dell’ABR (Autorità di Bacino Regionale).  A fronte di tali richieste oggi si cominciano a vedere i primi risultati,  se è vero come è vero che nell’ambito dell’Ordinanza della Protezione Civile n. 3741/2009,  facendo riferimento alle schede e al  materiale prodotto dai tecnici provinciali, è stato concesso, tra gli altri, dall’Ente Regione un finanziamento finalizzato ad eseguire “interventi integrati di ripristino dell'officiosità idraulica del reticolo idrografico minore nel territorio di Catanzaro (Torrenti Castace e Cassiodoro)” per un importo di euro 700.000,00 (fondi POR Calabria FESR 2007-2013). Il relativo progetto esecutivo è già in fase di ultimazione. A breve l’Amministrazione Provinciale provvederà ad indire Conferenza dei Servizi per l’ottenimento delle autorizzazioni di legge e,  successivamente,  procederà alla gara di appalto e all’esecuzione dei lavori.

Ma non è finita.

Chi si occupa dei problemi riguardanti la cosa pubblica dovrebbe sapere ancora che l’Amministrazione Provinciale,  da quando ha in carico la materia dei fiumi, per l’attenzione che dedica alla sicurezza del territorio amministrato, ha effettuato,  proprio sul torrente Castace che attraversa un’area importante della città di Catanzaro, ben quattro distinti interventi di manutenzione.

Se ne riportano, di seguito, le caratteristiche principali:

  1. Pulizia e ripristino officiosità idraulica per libero deflusso delle acque del torrente Castace in loc. Cava del Comune di Catanzaro - Pronto intervento – Importo euro 50.000,00,  ottobre-novembre 2008;
  2. Lavori di somma urgenza per il ripristino dell’officiosità idraulica per il libero deflusso delle acque del torrente Castace in località Cava in agro di Catanzaro- Importo euro 15.000,00,  settembre 2009
  3. Lavori di somma urgenza per il ripristino dell’officiosità idraulica per il libero deflusso delle acque del torrente Castace in località S. Ianni in agro di Catanzaro -  Importo euro 30.000,00,  ottobre 2009;
  4. Lavori straordinari e urgenti per pulizia alveo e ripristino officiosità idraulica per il libero deflusso delle acque del torrente Castace in località Cava nei pressi del ponte della SP, in agro di Catanzaro -  Importo euro 19.000,00,  dicembre 2009;

Si fa presente che per detti interventi la Provincia ha anticipato gli importi dai propri fondi di bilancio senza averne ancora avuto la corrispondente rimessa da parte dell’Ente preposto al finanziamento.

E’ il caso di evidenziare che proprio in virtù di tali interventi,  in occasione del terribile nubifragio che si è abbattuto sulla città di Catanzaro il 21 e 22 novembre 2011, sono state evitate  - nonostante le difficoltà, i danni subìti da tanti cittadini e da tante aziende -  altre e più pesanti tragedie lungo i corsi d’acqua della città (Castace, Fiumarella, Musofalo).

Si riportano di seguito gli ulteriori interventi effettuati prontamente in occasione di tali eventi alluvionali:

  1. Lavori di somma urgenza per pulizia e ricalibratura alveo torrente Castace in località Basilea in agro del Comune di Catanzaro - Importo euro 17.000,00,  novembre 2011;
  2. Lavori di somma urgenza per pulizia e ricalibratura alveo torrente Castace in località Cava  in agro del Comune di Catanzaro -  Importo euro 45.000,00,  novembre 2011.

A questo proposito è utile ricordare che nel corso di tali due ultimi interventi la Provincia ha provveduto ad abbattere alcune incongrue ed irrazionali “passerelle” di carattere provvisorio, fatte costruire in precedenza dalla Regione e costituenti artificiosi sbarramenti che,  in determinate condizioni,  possono trasformarsi in pericolosi elementi di turbativa al libero deflusso delle acque.

La nota del sig. Levato concludeva con una grave affermazione facendo riferimento ad interventi effettuati – a suo dire – dai cittadini “a loro spese per rimuovere i detriti che ostacolavano il passaggio verso le loro aziende”, ignorando – probabilmente - che i “passaggi” dei corsi d’acqua sono assolutamente vietati dalla legge in quanto mettono a repentaglio la vita e la sicurezza della Comunità che, al contrario,   deve essere sempre tutelata da parte del pubblico amministratore,  anche a rischio di impopolarità.   Gli attraversamenti dei corsi d’acqua possibili non sono quelli improvvisati spontaneamente e abusivamente dai cittadini e dalle aziende ma soltanto quelli autorizzati e costruiti in ossequio alle leggi e alle norme vigenti e si chiamano ponti o viadotti. Essi devono essere costruiti e gestiti dai Comuni (o dai proprietari dei fondi vicini riuniti in Consorzio che si avvalgono anche del Comune  di appartenenza) che sono tenuti a fornire tutte le infrastrutture necessarie a gestire le attività del proprio territorio.

Si ricorda a tale riguardo che il Comune di Catanzaro, proprio per ovviare alla pericolosità e alla provvisorietà di tale tipo di passerelle, nel centro abitato del quartiere Cava, di recente ha dato incarico per la redazione di apposito ponte per l’attraversamento del Castace in condizioni di legalità e di assoluta sicurezza.

Cavalcare paternalisticamente il disagio e le aspettative della gente non fa l’interesse generale ma contribuisce a diseducare una Comunità che ha bisogno, invece,  di crescere sul piano della consapevolezza dei propri diritti e, soprattutto,  dei doveri.

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