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Protezione e Tutela Ambiente Sviluppo Sost. Pol.Comunitarie Funzioni Residuali

Oggetto: Aggiornamento tariffe concessione sale conferenze ed eventi

 Circolare

Il Dirigente Dr.ssa Rosetta Alberto


ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI INERTI DA COSTRUZIONE   E DEMOLIZIONE

 

Ogni anno si producono nel nostro Paese oltre 45 milioni di tonnellate di rifiuti inerti derivanti, in maggioranza, da attività di costruzione e demolizione, con un una media per abitante pari a 350 Kg/anno. Dall’elaborazione dei dati disponibili, è possibile stimare nella provincia di Catanzaro una produzione di  inerti da C&D pari a circa 120.000 tonn./anno, di cui solo una minima parte viene destinata a recupero o smaltita in discarica dal momento che i quantitativi più consistenti finiscono abbandonati ai bordi delle strade o  nell’alveo di fiumi e torrenti, con costi enormi per la collettività.

Per contrastare il fenomeno degli abbandoni e delle discariche abusive occorre realizzare un sistema integrato di gestione dei rifiuti inerti funzionale, efficiente ed economico che punti sulla prevenzione, la riduzione ed il recupero.

La Provincia di Catanzaro, a tal fine, ha promosso nel 2006 l' Accordo di Programma per la gestione dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione, con l’obiettivo di favorire una gestione efficace, efficiente, economica e trasparente di tale frazione di rifiuti, basato sulla cooperazione di tutti i soggetti pubblici  e privati coinvolti nel ciclo dei rifiuti.

L’Accordo di Programma comprende, difatti, un insieme di  azioni concertate tra enti pubblici (Commissario delegato all’emergenza ambientale per la Regione Calabria, CCIAA, ANCI, Comuni di Catanzaro, Falerna, Vallefiorita, Sorbo S. Basile, Carlopoli, Cicala, S. Caterina Ionio), Associazioni di categoria (Confindustria, CNA, Confartigianato), Ordini Professionali (Ingegneri, Architetti), che gli stessi si impegnano ad attuare in tutte le fasi del ciclo dei rifiuti, per minimizzarne la pericolosità, ridurne la quantità ed aumentarne il recupero ed il riciclaggio.

Per rendere operativi questi impegni sono previste specifiche modalità e procedure per la corretta gestione dei rifiuti inerti da C&D da parte di progettisti ed operatori edili (ad es., demolizione selettiva, differenziazione dei rifiuti prodotti all’origine, riuso delle componenti riutilizzabili, avvio a recupero o smaltimento, etc.).

Osservare queste regole significa offrire dei vantaggi non solo all’ambiente ma anche alle stesse imprese che hanno la possibilità di organizzare i loro processi produttivi in maniera più efficiente, ottenendo economie di scala (ad es.,  recuperare ciò che è riusabile significa ridurre tanto i costi delle forniture quanto il quantitativo di rifiuti prodotti e, quindi, un risparmio nei costi di trasporto e smaltimento).

In tale contesto, è significativo il ruolo dei Comuni che, nell’esercizio delle funzioni regolatrici dell’attività edilizia e di gestione dei rifiuti, possono creare condizioni favorevoli per gli operatori che intendano adottare ‘buone pratiche’ gestionali, abbattendo, nello stesso tempo, i costi ambientali ed economici derivanti dall’abbandono incontrollato di inerti sul territorio. Il Comitato Tecnico dell’Accordo ha, in ragione di ciò, redatto le Linee-guida per i Comuni, in cui sono indicati i principali strumenti di intervento che gli enti locali possono utilizzare per raggiungere gli anzidetti obiettivi.

Contenuti e finalità dell’Accordo e le direttive di azione proposte nelle Linee-guida sono stati illustrati nel corso di un Workshop, tenutosi il 15 giugno 2007, che ha registrato la partecipazione dei Comuni e degli operatori del settore, nel corso del quale sono state presentate Relazioni ed interventi.

Nell’area sono rinvenibili anche i Moduli di adesione all’Accordo ed il Repertorio delle Aziende aderenti.

 


MATERIALI

Fonti normative e regolamenti



Decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 s.m.i.
Attuazione della direttiva 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti

D.M. 3 agosto 2005
Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica

D.M. 8 maggio 2003, n. 203
Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo. 

D.M. 11 aprile 2008
Approvazione del Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione

D.M. 5 febbraio 1998 s.m.i.
Individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22

Circolare Min. Ambiente, 15 luglio 2005, n. 5205

Giurisprudenza


Corte giust. CE, c.184/2005, 18 dicembre 2007
Cass. pen.,9 ottobre 2006, n. 33882
Cass.pen., 17 gennaio 2007, n. 2477
Cass.pen., 11 gennaio 2008, n. 1188
Cass.pen., 16 febbraio 2008, n. 6420

Documentazione


ANPAR , Linee guida per la gestione dei rifiuti da C&D
ANPAR, Linee guida per la gestione di terre e rocce da scavo

 

LINK UTILI


www.cz.camcom.it

www.ancicalabria.it

www.confindustria.cz.it

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www.cna.it

www.ordineingegneri.cz.it

www.cz.archiworld.it

www.anpar.org

 

ACCORDO DI PROGRAMMA PER I RIFIUTI PROVENIENTI DA ATTIVITA’ AGRICOLE

 

La filiera agricola produce una vasta gamma di rifiuti derivanti dalle produzioni primarie e dall’impiego di macchine agricole ed altre apparecchiature (oli esausti, batterie, veicoli fuori uso e loro parti), oltre a rifiuti sanitari ed imballaggi di diversa tipologia, inclusi diversi rifiuti pericolosi.

Il 24 novembre 2005 l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha sottoscritto con la Confagricoltura, la Coldiretti, la Cia, il Commissario Delegato all’Emergenza ambientale per la Regione Calabria, la Camera di Commercio di Catanzaro, il Coou ed il Cobat, l’ Accordo di Programma per i rifiuti provenienti da attività agricole, rivolto a promuovere la prevenzione e riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti agricoli oltre che il loro recupero, riutilizzo, smaltimento.

Aderendo all’Accordo, le aziende agricole hanno il vantaggio di gestire nella maniera non solo corretta ma anche più semplice i loro rifiuti, godendo di alcune facilitazioni tanto nella esecuzione dei numerosi adempimenti amministrativi imposti dalla legge che nei costi del servizio.

Infatti, l'agricoltore è tenuto ad attenersi ad alcuni semplici comportamenti quali:

•          Bonificare i contenitori di fitofarmaci seguendo  le procedure previste nell’ Allegato C dell’Accordo;

•          Ordinare in modo differenziato i rifiuti prodotti nell'ambito della propria attività in base alla tipologia di materiali;

•          Provvedere, prima del conferimento, al loro deposito temporaneo in azienda;

•          Conferire i rifiuti agli impianti di smaltimento/recupero aderenti all’Accordo.

L’Accordo costituisce, dunque, un utile ausilio alle imprese agricole nell’assolvimento degli obblighi gestionali previsti dalla disciplina ambientale, evitando l’irrogazione di sanzioni amministrative e penali.

Nello stesso tempo, la prova  dell'avvenuto corretto smaltimento dei rifiuti permette all’azienda di dimostrare di avere rispettato i requisiti minimi ambientali (Piano Regionale di Sviluppo Rurale) e  gli impegni richiesti per beneficiare di contributi pubblici nell'ambito della riforma della Politica Agricola Comune (PAC).

Per aderire all’Accordo e godere delle agevolazioni previste occorre

1. compilare e  firmare il  Modulo di adesione;

2. consegnare i propri rifiuti alle piattaforme aderenti all’Accordo secondo le modalità e gli orari stabiliti (Servizi per le aziende);

3. conservare la documentazione attestante  il conferimento, a riprova  del corretto affidamento dei propri rifiuti

Ad oggi hanno aderito all’Accordo circa una trentina di aziende (vd. Repertorio aderenti).

In attuazione degli impegni assunti, sono state promosse alcune iniziative di concerto con le associazioni di categoria al fine di diffondere i contenuti e gli obiettivi dell’Accordo.

Notevole interesse  ha riscosso un seminario informativo, cui hanno partecipato un nutrito gruppo di aziende agricole e gli impianti di trattamento operativi sul territorio.

Per agevolare la conoscenza da parte delle aziende della normativa vigente è stato redatto un Dèpliant informativo, nel quale sono richiamati sinteticamente gli obblighi imposti agli imprenditori agricoli e le sanzioni prescritte in caso di violazione nonché indicate le modalità di adesione all’Accordo e di conferimento agli impianti di trattamento, con i relativi costi.


- Studio di Settore rifiuti agricoli


 

Giurisprudenza


Cass.pen., 28 febbraio 2008, n. 9104


Cass.pen., 25 maggio 2007, n. 20444, con nota di V. Vattani

 


Link utili

http://www.assagri.regione.calabria.it/

http://www.arssacalabria.it/

http://www.confagricoltura.it/ita/

http://www.cia.it/

http://www.coldiretti.it/


 

 

ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI DA IMBALLAGGIO

Gli imballaggi rappresentano una porzione significativa dei rifiuti complessivamente immessi al consumo, oltre 12.ooo.000 di tonnellate solo nel 2006, incidendo non poco sugli equilibri dell’ ecosistema e sui sistemi comunali di gestione dei rifiuti.

Il Conai è un Consorzio nazionale di imprese che opera per la prevenzione, la riduzione ed il recupero degli imballaggi, attraverso iniziative di supporto alla raccolta differenziata, definizione di linee-guida all’attuazione di campagne di informazione locali, il ritiro e l’avvio a recupero, tramite i sei Consorzi di filiera (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro), dei rifiuti prodotti, allo scopo di garantire il raggiungimento degli obiettivi di raccolta previsti dalla legge.

L’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha sottoscritto con il Conai, nel marzo 2005, l’ Accordo di Programma per la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio, rivolto a sostenere la stipula di convenzioni tra il Consorzio e gli enti comunali, nell’ambito dell’Accordo ANCI-CONAI, per assicurare il ritiro dei rifiuti da imballaggi e la raccolta differenziata sul territorio provinciale, promuovendo e collaborando a  nuovi piani di sviluppo e rilancio di quest’ultima nelle tre aree di raccolta.

E’ prevista la possibilità di individuare sul territorio provinciale specifiche aree di intervento per l’attivazione di progetti-pilota di raccolta differenziata.

L’Accordo prevede anche l’ideazione di corsi di formazione per tecnici ambientali nonché di campagne di informazione ed eventi destinati agli enti ed ai cittadini.

In attuazione dei predetti obblighi, l’Amministrazione ha fornito il proprio supporto tecnico-giuridico alle società di gestione della RD, operanti nelle tre aree di Catanzaro, Soverato e Lamezia Terme, nella stesura di  piani di rilancio della raccolta differenziata, intesi al conseguimento di sistemi di raccolta efficaci, efficienti ed economici, in cui sono stati individuati anche dei progetti-pilota, che sono attualmente all’esame  del Conai.


- Accordo di programma

- Rapporto Conai 2008

- Piano specifico 2007

- Linee guida comunicazione locale 2008

 


ACCORDO DI PROGRAMMA PER LA RACCOLTA E RICICLAGGIO DELLE BATTERIE AL PIOMBO ESAUSTE

L’abbandono di rifiuti piombosi nell’ambiente ha costi elevatissimi per l’ecosistema naturale e per l’uomo.

E’ sufficiente ricordare che l’acido solforico contenuto in una batteria è in grado di contaminare circa 1.200 litri di acque sotterranee utilizzate per usi potabili.

Da qui l’importanza della raccolta e dell’avvio a trattamento delle batterie al piombo, comprese quelle provenienti dal cd. fai da te, presso impianti specializzati, che provvederanno a recuperarne le principali componenti (piombo, acido solforico, plastica), con evidenti benefici per la salute dei cittadini ma anche per la bilancia economica del nostro Paese, dal momento che il piombo riciclato copre oltre il 40% del fabbisogno complessivo, riducendo in tal modo il ricorso alle fonti naturali.

L’art. 9-quinquiese della legge n. 475/1988 prescrive l’obbligatorietà della raccolta e dello smaltimento delle batterie al piombo, affidandole ad un organismo appositamente costituito, il Cobat (Consorzio obbligatorio delle batterie al piombo esauste e dei rifiuti piombosi).

L’ Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha sottoscritto il 6 maggio 2004 con il Cobat un Accordo di programma rivolto a favorire la raccolta ed il successivo riciclaggio delle batterie al piombo esauste contenute nei rifiuti solidi urbani o recuperate in stato di abbandono sui territori comunali o, ancora, direttamente conferite dai cittadini presso i centri urbani di raccolta differenziata.

Dall’Accordo sono escluse le batterie al piombo esauste prodotte nell’ambito di attività imprenditoriali (elettrauto, officine ecc.), del cui smaltimento sono responsabili le categorie interessate.

Per il raggiungimento delle predette finalità, il Cobat propone a chi esercita la raccolta degli R.S.U. (il Comune stesso, un Consorzio Intercomunale, un Gestore dei servizi R.S.U. o un’ Azienda Municipalizzata) la sottoscrizione di una Convenzione mediante la quale esso si impegna ad attivare un servizio gratuito di ritiro e successivo avvio al riciclaggio delle batterie al piombo esauste recuperate sul territorio comunale nonché alla fornitura, sempre gratuita, dei contenitori per la raccolta.

I Comuni che si sono convenzionati con il Cobat  sono, ad oggi, circa 60.

Con l’Accordo, inoltre, l’Amministrazione ed il Cobat si impegnano a promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, tese  a  far conoscere i rischi della dispersione del piombo nell’ambiente e ad incentivare le ‘buone pratiche’ nei comportamenti dei singoli e degli enti pubblici.

Nei primi mesi del 2006 è stata organizzata una prima campagna di informazione presso i Comuni convenzionati  con la distribuzione di volantini e la diffusione di spot attraverso le emittenti radio della provincia.

E’ stato altresì promosso un incontro pubblico con il Cobat, nel corso del quale sono stati discussi i risultati conseguiti dall’Accordo e gli obiettivi da raggiungere nonché forniti dati ed informazioni utili sul tema della corretta gestione dei rifiuti piombosi.

Allo stato, sono in cantiere alcune iniziative dirette all’estensione dell’Accordo a tutti i Comuni della Provincia ed allo sviluppo di ulteriori azioni di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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